OLIOPOLIS SI RACCONTA SUL BLOG DI LEGACOOP

Olio, Terra, Cultura e Lavoro, bene comune per lo sviluppo della comunità. Il Progetto Olio Polis

Roma 26 novembre 2014. Siamo a Poli,  area a sud est della provincia romana, un territorio questo a forte vocazione agricola, che è parte dell’agro romano antico e che ospita anche enormi risorse culturali e storiche.
OlioPolis è un progetto di cooperativa – sociale e di comunità – che punta a nascere attorno ad uno dei prodotti tipici del territorio. L’olio, appunto, da sempre risorsa per quest’area ricca di storia e tradizioni della provincia romana. Ne parliamo con Anna Riglioni, di ritorno dalla due giorni di Cerreto, la prima edizione della Scuola della Cooperazione di comunità.

In cosa consiste il vostro progetto?
Con OlioPolis, in un contesto dove le potenzialità faticano ad esprimersi e a generare valore, vogliamo attrarre risorse economiche e stimolare economia sostenibile e di comunità, promuovere sviluppo locale e beni comuni. Procederemo con la ricerca, mappatura, recupero e rimessa in produzione di terreni abbandonati e luoghi inutilizzati attraverso il ripristino di antiche specie ortofrutticole e varietà di coltivazioni locali, contribuendo in questo modo alla tutela della biodiversità e al mantenimento del patrimonio culturale. Sperimenteremo metodologie di coinvolgimento e partecipazione attiva della popolazione per la produzione di “Olio di comunità”.
Commercializzeremo i prodotti  sia in loco, sia a livello nazionale ed internazionale attraverso canali come gruppi d’acquisto ed e-commerce. Nel fare tutto questo favoriremo l’inserimento lavorativo di persone con fragilità socio-economiche (donne disoccupate, giovani, over 50, disabili, rifugiati, detenuti) per costruire partecipazione e inclusione sociale attraverso il lavoro. Tutto ciò lavorando per favorire la partecipazione e la creazione di legami tra le persone e con il territorio.

Come siete approdati all’idea che la costituzione di una cooperativa potesse essere utile a raggiungere i vostri obiettivi?
Il nostro progetto sarà possibile se avrà la forza di coinvolgere e far appassionare in primis le persone che in quel territorio vivono, e che magari vorrebbero lavorarci, o investirci. E per fare questo crediamo che lo strumento sia quello della cooperativa sociale, fortemente legata alla comunità che la genera, con un forte legame con il territorio, in termini di risorse che offre, e con le persone che si riconoscono in queste finalità e che hanno voglia e competenze per partecipare alla costruzione di un percorso che crei lavoro intorno alla terra e al territorio stesso, con tutte le sue risorse anche di tipo culturale.

La partecipazione alla scuola, attraverso le storie, le esperienze e il confronto, è riuscita a dare spunti ed elementi concreti per la realizzazione del vostro progetto?
Partecipare alla scuola delle cooperative di comunità ci ha fornito moltissimi spunti di riflessione e ci ha dato modo di conoscere realtà che stanno lavorando da anni, ognuna con le specificità proprie del  loro contesto,  su temi e su esperienze concrete nelle quali ci siamo ritrovate. Ascoltando alcune esperienze abbiamo pensato “si può fare!”.

Quali saranno le vostre prossime azioni?
Vogliamo continuare a costruire relazioni con le persone che possono, a vario titolo, partecipare all’avvio dell’impresa, ovvero proprietari di terreni, istituzioni pubbliche, potenziali clienti, sostenitori, portatori di interessi, partner produttivi, commerciali, economici, di servizio, istituzionali, per costituire un gruppo di lavoro allargato, costituire la cooperativa e avviare produzione e trasformazione dei prodotti.

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